Corea del Nord
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Corea del Nord: quando il comunismo diventa ereditario

La Corea del Nord in un sistema comunista aberrante

Il sistema politico della Corea del Nord non può certamente essere considerato comunista perché non esiste in alcun modo che un governo che si definisca comunista può essere ammessa la successione di tipo ereditario. Questa nazione vive in una situazione molto complicata con un’economia praticamente inesistente ed un presidente che vive nei suoi palazzi con tutte le moderne comodità. Il sistema pseudo comunista coreano quindi non riesce a portare alla popolazione il minimo per la sussistenza.

Il missile che affama il popolo della Corea del Nord

Sarà forse il significato fallico, nella penisola della Corea questo argomento lo si nota spesso fino ad arrivare al Penis Park sul versante sud, che attira l’autocrate coreano non si sa ma certamente il desiderio di questo giocattolo sta dirottando molti denari dall’economia all’esercito. Dal punto di vista della geopolitica il missile coreano non ha alcun valore perché non ha un effetto deterrente, per questo basta la Cina, essendo comunque non sufficientemente potente da arrivare fino alle coste degli Stati Uniti d’America.

Da nonno a nipote: il comunismo in Corea del Nord è un affare di famiglia

Dalle ceneri della seconda guerra mondiale emerse  Kim Il-sung che si assicurò fondamentalmente due cose: rafforzare il suo potere e promulgare alcune leggi a favore delle condizioni delle donne e dei lavoratori. Contro il parere di Unione Sovietica e Cina attaccò la Corea del Sud. Dopo un primo momento favorevole, l’esercito nordcoreano fu ricacciato all’estremo nord della penisola innescando l’entrata in guerra della Russia e della Cina. Fu intorno al 1966, l’epoca della  rivoluzione culturale cinese, che nacque il culto della personalità simile a quella di Mao Zedong ma molto più accentuata. Gli successe il figlio Kim Jong-il col quale si ebbe una vera religione tanto che la propaganda lo vuole nato sul Monte Paektu, che è venerata dal popolo perché gli vengono riconosciuti poteri magici. L’ultimo è l’attuale autocrate Kim Jong-un, il nipote di Kim Il-sung, che ha deciso di non prendere in carico i problemi storici del paese, la fragilità idrologica del terreno e le sfide anche tecnologiche che il nuovo millennio impone, pensando più che altro alla corsa al missile nucleare.

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